Confronto politico

Zaccaria: «Ranucci andava difeso dalla Rai»

L’ex presidente contesta l’azione della maggioranza e dialoga con Boschi sulle interferenze nell’emittente statale.

Zaccaria: «Ranucci andava difeso dalla Rai»

Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai e docente di diritto costituzionale, è intervenuto alla Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia in un dibattito dedicato al futuro dell’informazione pubblica. Al centro del confronto con Maria Elena Boschi c’è stato anche il caso di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, oggetto negli ultimi mesi di un acceso scontro politico.

Il caso Ranucci

Zaccaria ha sostenuto che la Rai avrebbe dovuto tutelare il giornalista, criticando l’atteggiamento della destra nei suoi confronti. «La Destra ha voluto attaccare Ranucci e rimuoverlo e questo è inaccettabile, Ranucci andava difeso», ha dichiarato durante l’incontro. Il giudizio è stato espresso nel contesto di una discussione più ampia sul ruolo del servizio pubblico e sull’autonomia dell’informazione.

Zaccaria conosce direttamente la storia della trasmissione: era consigliere di amministrazione della Rai quando Report nacque nel 1997 e guidava l’azienda come presidente tra il 1998 e il 2002, negli anni in cui il programma, allora condotto da Milena Gabanelli, consolidò la propria presenza televisiva. L’ex presidente ha inoltre ricordato il proprio percorso istituzionale: è stato deputato prima con l’Ulivo e poi con il Partito democratico tra il 2004 e il 2013.

Il confronto sull’informazione pubblica

Sul palco reggiano ha dialogato con Zaccaria Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva ed ex vicepresidente della commissione di vigilanza Rai. Boschi si è dimessa dall’organismo nel mese di luglio insieme agli altri componenti dell’opposizione, motivando la scelta con il dissenso sulla gestione dell’azienda e su quelle che ha definito ingerenze del centrodestra nell’informazione pubblica.

Secondo Boschi, la questione non riguarda soltanto Ranucci, ma un periodo più lungo di gestione dell’emittente. «Non è tanto il problema di Ranucci, quanto quattro anni di occupazione della Rai da parte del Governo», ha affermato. La deputata ha aggiunto di essere garantista nei confronti del conduttore, pur sostenendo che lo stesso atteggiamento non sarebbe stato adottato da Ranucci nei suoi confronti.

Il dibattito del 9 settembre 2026 ha così riportato al centro il rapporto tra istituzioni, maggioranza politica e informazione del servizio pubblico. Le posizioni espresse dai due esponenti politici hanno evidenziato, da prospettive diverse, il confronto sulla gestione della Rai e sulla libertà dei programmi di approfondimento.