La nuova legge elettorale e le possibili conseguenze sull’equilibrio democratico sono state al centro di un incontro organizzato il 24 ottobre 2026 alla Camera del lavoro di Reggio Emilia. L’appuntamento è stato promosso dall’Associazione reggiana per la Costituzione, dalla Cgil, dall’Anpi e dal Comitato cittadino per Reggio libera dalle mafie.
Il confronto sulla riforma
All’iniziativa hanno partecipato il magistrato Francesco Maria Caruso, ex presidente del Tribunale di Reggio, e il politologo e filosofo Carlo Galli. Il confronto ha riguardato il contenuto della riforma e gli effetti che, secondo i promotori dell’incontro, potrebbe produrre sul funzionamento delle istituzioni e sulla rappresentanza politica.
Caruso ha espresso una valutazione fortemente critica sul nuovo impianto. «Si vuole dare tutto il potere in mano ad un solo partito», ha affermato, sostenendo che questa prospettiva rappresenterebbe «l’esatto contrario del concetto di democrazia espresso nella nostra Costituzione».
Le preoccupazioni espresse
Nel corso dell’incontro, la discussione si è quindi concentrata sul rapporto tra la legge elettorale, la distribuzione del potere e i principi costituzionali. La posizione del magistrato è stata presentata come un richiamo alla necessità di valutare le conseguenze della riforma non soltanto sul piano tecnico, ma anche su quello dell’equilibrio democratico.
L’iniziativa ha riunito realtà sindacali, associative e civiche attive sul territorio reggiano, proponendo un momento di confronto pubblico su un tema di rilievo nazionale. Al centro del dibattito è rimasta la preoccupazione che il nuovo sistema possa favorire una concentrazione eccessiva del potere politico, riducendo il ruolo delle diverse componenti della rappresentanza.