Il Governo israeliano ha revocato il visto d’ingresso a Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle originaria di Correggio, nel Reggiano. Il provvedimento riguarda il permesso necessario per entrare in Cisgiordania, dove la parlamentare avrebbe dovuto recarsi per documentare la situazione della popolazione palestinese.
La comunicazione è arrivata alla deputata il 23 ottobre 2026. Nel messaggio, le autorità israeliane spiegano che il visto viene revocato perché le circostanze relative al suo caso sarebbero cambiate. Ascari ha reso noto l’accaduto attraverso i social network, alla vigilia del viaggio.
La denuncia della deputata
Intervistata da Tg Reggio, la parlamentare ha collegato la decisione alle sue posizioni sulla guerra nella Striscia di Gaza e alla sua attività politica. Ascari sostiene di essere stata penalizzata per le denunce sulle condizioni dei palestinesi e per aver chiesto al Governo italiano di condannare quelli che definisce crimini di guerra e contro l’umanità commessi dai vertici israeliani.
La deputata ha definito la revoca del visto una violazione dei principi democratici. Questa non è democrazia, ha dichiarato, contestando la motivazione fornita dalle autorità israeliane e chiedendo chiarimenti sul provvedimento.
L’impegno sulla questione palestinese
Stefania Ascari è da tempo impegnata sul tema della causa palestinese. In passato ha visitato più volte la Cisgiordania e, nel marzo 2024, ha partecipato a una spedizione di deputati italiani in Egitto, nelle aree al confine con Gaza. In quell’occasione, l’obiettivo dichiarato era denunciare il blocco all’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia.
La parlamentare non intende rinunciare a ottenere spiegazioni. Ascari ha chiesto al Governo italiano di verificare la vicenda e di chiarire se sia accettabile che a una deputata della Repubblica venga negato il visto d’ingresso per una missione in Cisgiordania. Al momento, nel testo della comunicazione israeliana non vengono specificate le circostanze che avrebbero determinato la revoca.