Oltre 12mila persone sono state coinvolte nella maxi esercitazione di evacuazione organizzata il 2 ottobre 2026 negli otto comuni dell’Unione Bassa Reggiana. La prova ha simulato un terremoto di magnitudo 5.9, con epicentro nella bassa modenese, riproducendo lo scenario del sisma del 20 maggio 2012.
L’allarme è scattato alle 10 in punto, dando il via alle procedure previste dai piani di emergenza. Nell’area sono intervenuti centinaia di volontari della Protezione Civile, soccorritori della Croce Rossa, Vigili del Fuoco, forze dell’ordine e altre associazioni locali. L’attività ha coinvolto anche istituti scolastici, Asl e amministrazioni comunali.
La simulazione nei comuni della Bassa
A Reggiolo, uno dei centri interessati, il suono dell’allarme ha avviato l’evacuazione ordinata degli alunni della scuola media Giosuè Carducci, riaperta dopo i lavori legati al terremoto del 2012. La prova si è svolta nelle condizioni di una normale giornata lavorativa: in paese si è tenuto regolarmente anche il consueto mercato del venerdì.
L’esercitazione è stata preparata nel corso di mesi e ha richiesto un ampio coordinamento tra gli enti e le realtà impegnate sul territorio. L’obiettivo era verificare sul campo i piani di emergenza, le procedure di messa in sicurezza e i sistemi per la valutazione dei danni agli edifici. I Vigili del Fuoco hanno collaborato alle attività di controllo, mentre la Protezione Civile ha supportato le operazioni previste dagli scenari di evacuazione.
Per il presidente dell’Unione Bassa Reggiana e sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli, il sisma del 2012 ha modificato l’approccio alla gestione delle emergenze. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, oggi i piani sono più dettagliati e il territorio ha sviluppato una maggiore consapevolezza dei rischi. Angeli ha definito la prova un’iniziativa senza precedenti per dimensioni nella provincia e nella regione, sottolineando il valore dell’esperienza maturata dopo il terremoto.
Informazione e prevenzione
La giornata ha avuto anche una funzione di sensibilizzazione rivolta alla popolazione. In piazza sono stati allestiti gli stand della campagna Io non rischio, dedicati alle corrette pratiche da seguire in caso di terremoto e alle modalità di evacuazione. L’iniziativa ha permesso di affiancare alla verifica tecnica delle procedure un momento di informazione diretta per i cittadini degli otto comuni coinvolti.