Il parco del Mauriziano, a Reggio Emilia, ospiterà la rievocazione della Battaglia del Rodano, conosciuta anche come Battaglia di San Maurizio. L’iniziativa si svolgerà da venerdì 25 a domenica 27 settembre e sarà dedicata ai fatti avvenuti il 7 marzo 1814 nell’area dell’antica dimora dell’Ariosto. Gli organizzatori indicano l’appuntamento come la prima commemorazione storica del 212° anniversario dello scontro.
La manifestazione è promossa dall’associazione culturale 51ème Régiment d’Infanterie de Ligne, con il contributo del Comune di Reggio Emilia. L’obiettivo è riportare l’attenzione su un episodio della storia locale e italiana considerato poco conosciuto, attraverso attività di ricostruzione storica, momenti divulgativi e iniziative rivolte al pubblico.
Il campo storico e le simulazioni
Per l’intera durata dell’iniziativa, l’area del Mauriziano sarà trasformata in un campo d’epoca, con circa 20 tende storiche e bivacchi abitati da figuranti in uniforme francese e italiana. Saranno presenti circa 30 militari, impegnati in simulazioni di parate, manovre e attività di addestramento. Il programma prevede anche visite guidate al campo e approfondimenti sulla vita dei reparti dell’epoca.
Tra gli appuntamenti figurano attività didattiche e ludiche con sfide di wargame attraverso giochi da tavolo e soldatini, organizzate al centro sociale Venezia. È inoltre prevista una mostra di dipinti dedicati all’età napoleonica, curata dal pittore figurativo militare Mario Ferrari, insieme a una conferenza sulla battaglia e sulla Reggio Emilia napoleonica a cura degli scrittori Carlo Alberto Ghigliotto e Diego Menozzi.
Alle 12 di domenica 27 settembre sarà inaugurata una targa commemorativa donata dall’associazione e collocata sulla facciata della Chiesa di San Maurizio. La targa ricorderà la battaglia e i caduti dello scontro combattuto lungo il torrente Rodano.
Lo scontro del 7 marzo 1814
La battaglia si inserì nella fase finale della presenza napoleonica in Italia. Dopo le sconfitte subite da Napoleone in Russia, nel 1812, e in Germania, nel 1813, il Primo Impero Francese si ritirò entro i propri confini e organizzò la difesa della Francia e del Regno d’Italia. Le operazioni italiane furono affidate al viceré Eugenio di Beauharnais, figliastro dell’Imperatore.
All’inizio del 1814, dopo gli sviluppi della campagna del Mincio e le manovre del 2 marzo, le truppe franco-italiane avanzarono verso Parma e Modena senza riuscire a ottenere una vittoria decisiva. Il 7 marzo la Divisione Severoli, composta da circa 6.000 uomini, affrontò lungo il Rodano l’esercito austro-napoletano guidato da Murat, forte di circa 30.000 soldati. Lo scontro si concluse con la disfatta delle forze francesi e segnò la progressiva fine del Regno d’Italia napoleonico.
La battaglia, combattuta tra San Maurizio e le mura di Reggio Emilia, è ricordata come l’ultimo scontro di dimensioni campali avvenuto in Italia durante l’epopea napoleonica. Le testimonianze dell’epoca e gli storici la descrissero come una battaglia violenta e prolungata, con migliaia di caduti. Il 23 aprile Eugenio di Beauharnais fu costretto a firmare la Convenzione di Mantova e a ritirarsi in Baviera; entro maggio le guarnigioni del Regno d’Italia si arresero.
La caduta del Regno, considerato la prima esperienza di unità nazionale della storia moderna italiana e legato alla nascita del Tricolore nel 1797, rappresentò una cesura per patrioti e intellettuali. Il ricordo di quell’esperienza avrebbe poi alimentato le aspirazioni risorgimentali. Alla disfatta Manzoni dedicò il canto Aprile 1814, nel quale auspicava la conservazione dell’indipendenza del Regno, una speranza destinata a essere infranta dal Congresso di Vienna.