Verifiche interne

Indagine sul suicidio in cella del 26enne Mena Istafanous

L’esame autoptico chiarirà la dinamica; acquisiti documenti clinici e verbali relativi alla permanenza nella struttura

Indagine sul suicidio in cella del 26enne Mena Istafanous

La Procura di Reggio Emilia ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio dopo la morte in carcere di Mena Istafanous, 26 anni. Il giovane, arrestato una settimana prima per un’aggressione avvenuta in città, si è tolto la vita venerdì sera all’interno della casa circondariale. Il suo corpo si trova ora all’Istituto di Medicina legale di Modena, dove sarà eseguita l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Giulia Galfano.

L’esame dovrà fornire elementi utili a ricostruire le circostanze del decesso e a verificare eventuali responsabilità. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Reggio, Istafanous si sarebbe impiccato utilizzando il cavo della televisione. A trovarlo sarebbe stato un agente penitenziario, intorno alle 20 di venerdì, quando per il giovane non c’era più nulla da fare.

Gli accertamenti in carcere

La Procura acquisirà le cartelle cliniche e i verbali relativi ai cinque giorni trascorsi in carcere. L’obiettivo è verificare come sia stata gestita la permanenza del 26enne e se siano emersi segnali che avrebbero richiesto misure di sorveglianza differenti. Istafanous si trovava in una cella singola, all’interno di un reparto ordinario, sottoposto a sorveglianza continuativa ma non a vista. Parallelamente è stata avviata anche un’indagine interna dell’amministrazione penitenziaria.

Il giovane soffriva di disturbi mentali ed era seguito dal Centro di salute mentale di Reggio Emilia dalla fine di luglio. Già durante l’udienza di convalida dell’arresto era apparso centrale il tema delle sue condizioni psichiche: il percorso giudiziario avrebbe dovuto concentrarsi, attraverso apposite perizie, sulla valutazione del grado della malattia e della sua eventuale incidenza sui fatti contestati.

L’aggressione al distributore

Istafanous era stato arrestato dopo l’episodio avvenuto al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo, a Reggio Emilia. Secondo la ricostruzione riportata, il 26enne avrebbe aggredito una donna con un cacciavite e avrebbe poi travolto con un’auto due persone intervenute per soccorrerla. I feriti risultano in condizioni discrete.

La famiglia, originaria dell’Egitto e stabilitasi a Reggio Emilia, si è chiusa nel dolore e nella preghiera. Il loro legale attende gli esiti dell’autopsia e degli altri accertamenti disposti dagli investigatori. È probabile che i funerali del giovane si svolgano in città, dove era nato e dove i genitori avevano scelto di vivere.