Michelangela, una ragazza con disabilità motoria, ha raggiunto la vetta del Monte Cusna a bordo di una joelette, la carrozzina monoruota progettata per affrontare i percorsi fuoristrada. L’iniziativa si è svolta nell’Appennino reggiano e ha coinvolto i volontari di Gast Onlus, i giovani del Valorugby e il Soccorso Alpino, impegnati ad accompagnarla lungo un itinerario di montagna particolarmente articolato.
Il gruppo si è ritrovato alle 7 al Rifugio Monteorsaro. Dopo la preparazione della spedizione, la partenza a piedi è avvenuta alle 9. La salita verso la cima del Cusna è stata affrontata insieme dai volontari dell’associazione e dai ragazzi del Valorugby, guidati anche dai capitani Asti e Silvetti. In circa un’ora e trenta minuti, la comitiva ha raggiunto la vetta del Gigante, a 2.121 metri di quota.
Il percorso verso la vetta
Per Gast Onlus si è trattato della prima esperienza sulla cima del Monte Cusna con una joelette. L’obiettivo non era però limitato alla salita: il programma prevedeva di attraversare il massiccio e proseguire verso il Rifugio Battisti, per arrivare poi alle Segherie. Nei tratti più complessi, il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna ha assicurato Michelangela e fornito supporto ai volontari durante l’itinerario.
Il trasferimento verso il Battisti si è concluso alle 13.59, con un minuto di anticipo rispetto alle previsioni indicate dagli organizzatori. Dopo la sosta, nel pomeriggio il gruppo ha proseguito lungo la strada forestale fino alle Segherie, dove erano presenti più di 60 persone, tra ragazzi di Gast, familiari, accompagnatori e amici.
La conclusione del fine settimana
La permanenza in montagna è proseguita con una cena all’aperto e con una domenica dedicata alla conclusione del percorso. Dopo il pranzo, l’ultimo trekking ha portato i partecipanti verso valle lungo il sentiero Cai 605. Michelangela ha affrontato anche questa parte del tragitto in joelette, mentre gli altri partecipanti hanno alternato il cammino a piedi e il supporto alla carrozzina.
L’esperienza ha riunito in un’unica iniziativa persone con disabilità, volontari, sportivi, famiglie e soccorritori. Il risultato è stato il completamento di un itinerario che ha collegato Monteorsaro, la vetta del Cusna, il Rifugio Battisti e le Segherie, nel territorio di Villa Minozzo.