Coldiretti Reggio Emilia chiede all’Unione Europea un intervento straordinario a sostegno dell’agricoltura, alle prese con una crisi energetica e produttiva che, secondo l’associazione, rischia di avere conseguenze persino più gravi di quelle registrate durante la pandemia. La proposta è stata avanzata in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e prevede la creazione di un nuovo Pnrr dedicato al settore.
Il piano dovrebbe mettere a disposizione risorse aggiuntive rispetto alla Politica agricola comune, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle imprese e salvaguardare la produzione alimentare. A pesare sulla tenuta delle aziende sono soprattutto l’aumento dei costi energetici, i conflitti e le tensioni geopolitiche, fattori che stanno incidendo sulle attività agricole in Italia e nel resto d’Europa.
Rincari e produzione di cereali
Secondo i dati citati dal Centro Studi Divulga, il perdurare dei rincari nel 2026 mette a rischio la produzione agricola, in particolare quella dei cereali. La conseguenza prospettata dall’associazione è una riduzione delle disponibilità alimentari quantificata in oltre 230 miliardi di pasti. Coldiretti collega questo scenario all’aumento dei costi sostenuti dalle imprese e alla difficoltà di mantenere la redditività delle coltivazioni.
Dall’avvio della guerra in Iran, riferisce l’associazione, il prezzo del gasolio agricolo è raddoppiato, arrivando a 1,561 euro al litro. Per arare un campo di 11 ettari, un agricoltore italiano spenderebbe oggi circa 600 euro in più rispetto al febbraio precedente. Anche i fertilizzanti hanno superato gli 800 euro a tonnellata, mentre si registra una forte inflazione per i materiali plastici impiegati nel comparto.
Danni climatici e richiesta di interventi
Alla pressione sui costi si aggiungono gli effetti degli eventi climatici, tra siccità e roghi, che secondo Coldiretti hanno provocato in Italia danni per oltre tre miliardi di euro. L’associazione considera questi elementi una minaccia non soltanto per i bilanci degli agricoltori, ma anche per la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari nel continente europeo.
Coldiretti sollecita quindi un cambio di direzione rispetto alle politiche dell’attuale Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen. Il segretario generale Vincenzo Gesmundo sostiene che il settore rischi di essere sacrificato a favore di un mercato privo di regole, mentre il presidente Ettore Prandini avverte che rinunciare alla produzione interna di cibo significherebbe indebolire la libertà e la sovranità alimentare dell’Europa.
L’organizzazione contesta infine l’ipotesi di una riduzione delle risorse destinate alla Politica agricola comune e chiede all’Unione Europea di intervenire rapidamente. Tra le priorità indicate c’è anche la riduzione della dipendenza dall’estero per le materie prime strategiche necessarie alla produzione agricola.