Oltre 200 studenti hanno occupato nella mattinata del 26 ottobre 2026 il liceo artistico Chierici di Reggio Emilia. L’ingresso degli studenti è avvenuto di prima mattina e ha comportato la sospensione delle lezioni. All’esterno dell’edificio sono stati appesi due striscioni con la scritta Chierici Occupato e sono stati accesi alcuni fumogeni.
L’iniziativa rappresenta un passaggio ulteriore rispetto alle manifestazioni, anche spontanee, organizzate nei giorni precedenti nella provincia reggiana. Secondo gli studenti del collettivo Chierici, l’occupazione nasce dalla volontà di contestare un modello scolastico ritenuto non rappresentativo e di trasformare gli spazi dell’istituto in un luogo di confronto.
Assemblee e momenti di confronto
“Abbiamo occupato la scuola perché c’è bisogno di combattere una scuola che non ci rappresenta, finanziata con il riarmo”, ha spiegato Cesare Spina del Collettivo studentesco Chierici. Nel corso della giornata sono state annunciate assemblee, dibattiti e attività di formazione. Gli studenti hanno definito l’occupazione come il passo successivo di un percorso di mobilitazione iniziato con iniziative spontanee e ora in fase di organizzazione.
Nelle prime ore la dirigente scolastica Elena Ferrari ha informato il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Daniele Cottafavi, che ha raggiunto il Chierici per verificare le condizioni all’interno della scuola. Diversi insegnanti sono entrati nell’istituto e hanno preso parte alle assemblee e ai momenti di riflessione organizzati dagli studenti.
Il sostegno dei collettivi
All’esterno del liceo sono arrivati anche esponenti del Collettivo Rabùn e del Fronte Gioventù Comunista. Joy Montagna, del Collettivo Rabùn, ha spiegato che il sostegno è legato alle mobilitazioni previste nella settimana, in vista del corteo studentesco annunciato per il 30 ottobre. Secondo il collettivo, in altre scuole di Reggio Emilia e provincia sarebbero in corso blocchi e scioperi organizzati anche in forma spontanea.
Samuele Bedogni, del Fronte Gioventù Comunista, ha collegato la protesta alle politiche del Governo Meloni sull’istruzione, citando i finanziamenti destinati alla scuola, la riforma degli istituti tecnici e professionali e la proposta relativa al numero di studenti stranieri nelle classi. Le sue dichiarazioni esprimono le posizioni politiche del gruppo intervenuto a sostegno dell’occupazione.
Nelle prossime ore la mobilitazione potrebbe estendersi ad altri istituti di Reggio Emilia e provincia. Gli studenti attendono intanto la manifestazione prevista per venerdì mattina, mentre al Chierici proseguono le attività assembleari legate all’occupazione.