Cronaca giudiziaria

‘Ndrangheta, al via a Reggio Emilia il processo Ten

Quattro persone devono rispondere di contestazioni aggravate; la Corte affronterà anche il nodo delle intercettazioni.

‘Ndrangheta, al via a Reggio Emilia il processo Ten

È iniziato il 21 ottobre 2026, davanti al tribunale di Reggio Emilia, il filone con rito ordinario dell’inchiesta antimafia Ten. Alla prima udienza sono comparsi quattro imputati. Il procedimento prende il nome dall’operazione che portò agli arresti nel marzo 2025, a dieci anni di distanza dalla maxi inchiesta Aemilia.

L’udienza si è svolta davanti alla Corte presieduta da Cristina Beretti, con i giudici Giovanni Ghini e Greta Iori. Per l’accusa è intervenuta la pm antimafia Beatrice Ronchi. Il dibattimento, che entrerà nel vivo con il nuovo anno, si annuncia complesso per l’elevato numero di testimoni e per la mole di materiale da esaminare.

Le posizioni degli imputati

La contestazione più grave riguarda il 35enne Luigi Lerose, originario di Cutro, accusato di associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato uno dei vertici della cosca con epicentro a Reggio Emilia, ritenuta capace di riorganizzarsi dopo l’operazione Aemilia e di riproporre la propria presenza nel territorio emiliano.

Gli altri tre imputati devono rispondere di reati diversi, contestati con l’aggravante mafiosa. Carmela Mosca, 42 anni, residente a Bibbiano e difesa dall’avvocato Mattia Fontanesi, è accusata di trasferimento fraudolento di valori. Il 38enne Salvatore Paolini, che vive a Reggio Emilia ed è assistito dal legale Federico De Belvis, deve rispondere di detenzione illegale di un’arma.

Il quarto imputato è il 49enne Luca Spotti, residente nel Parmense, chiamato a difendersi da due capi d’imputazione: falsa fatturazione e distruzione di scritture contabili. Le accuse dovranno essere esaminate nel corso del dibattimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Il nodo delle intercettazioni

Tra i primi aspetti organizzativi da definire ci sarà l’individuazione delle intercettazioni da trascrivere. Nel procedimento si sono costituite numerose parti civili, a partire dal Ministero dell’Interno, insieme ad altri enti pubblici e sigle sindacali.

Il processo riporterà in aula l’esame delle dinamiche del gruppo che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe superato le lotte interne alla ‘ndrangheta emiliana mantenendo una capacità operativa fondata su violenza, illeciti fiscali e disponibilità di armi. Il calendario delle udienze e la selezione dei testimoni saranno definiti nelle prossime fasi del procedimento.