Polemica educativa

La Cgil chiede di annullare la visita al Centro Malaguzzi

Un centinaio di insegnanti israeliani e statunitensi è atteso per una formazione sul Reggio Emilia Approach: contestazioni da sindacato e associazioni

La Cgil chiede di annullare la visita al Centro Malaguzzi

La Cgil di Reggio Emilia chiede di annullare la visita di un centinaio di insegnanti provenienti da scuole ebraiche degli Stati Uniti e, in alcuni casi, da Israele. La delegazione dovrebbe partecipare a un incontro di formazione sul Reggio Emilia Approach in programma al Centro Loris Malaguzzi dall’11 al 16 ottobre.

La Camera del Lavoro ha espresso la propria contrarietà con una nota diffusa il 3 ottobre 2026. Secondo il sindacato, chi è ritenuto responsabile di violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario dovrebbe essere isolato. Da qui la richiesta di interrompere l’iniziativa e di annullare la visita prevista nella struttura reggiana.

La presa di posizione del sindacato

La Cgil sostiene che, al di là dei contenuti della partnership, esista una questione di opportunità e coerenza con la posizione assunta da Reggio Emilia nell’ultimo anno. Nella nota viene ricordata la manifestazione dello scorso anno contro il genocidio a Gaza, alla quale, secondo quanto riportato, parteciparono 25 mila persone.

Per la Camera del Lavoro, eventuali ambiguità rischierebbero di indebolire il sostegno alla causa del popolo palestinese. Anche gesti di dimensioni limitate, sostiene il sindacato, possono assumere un significato politico e simbolico e contribuire a mantenere l’attenzione sulle violazioni dei principi del diritto internazionale e umanitario.

Le altre richieste e l’assemblea pubblica

La richiesta di annullamento è stata sollevata inizialmente dall’attivista Cosimo Pederzoli, mentre un gruppo di genitori ha avviato una raccolta firme. La posizione è condivisa e promossa anche dall’associazione Schierarsi e dal Movimento per Reggio Emilia, che chiedono a Reggio Children non solo di cancellare la visita al Centro Malaguzzi, ma anche di rescindere gli accordi o le collaborazioni con istituzioni israeliane o con enti collegati.

Le due organizzazioni contestano inoltre quella che definiscono una politica dei due pesi e due misure, richiamando il boicottaggio di artisti e sportivi russi e la disponibilità ad accogliere, secondo la loro valutazione, organismi legati allo Stato d’Israele.

Sulla vicenda è intervenuta anche Casa Bettola, che ha annunciato un’assemblea pubblica per martedì 6 ottobre alle 16.30 al Dipartimento Educazione e Scienze Umane. L’appuntamento è rivolto a educatrici, insegnanti e genitori e nasce dall’obiettivo dichiarato di impedire che la guerra e chi la sostiene trovino legittimazione nei contesti educativi.