Indagini militari

Arrestato a Fabbrico un padre accusato di maltrattamenti

Una figlia ha chiamato il 112 durante una lite: acquisito un filmato, gli investigatori hanno ricostruito episodi ripetuti nel tempo.

Arrestato a Fabbrico un padre accusato di maltrattamenti

Un 52enne residente a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, è stato arrestato dai Carabinieri di Reggiolo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia con violenza assistita. L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari, a disposizione della Procura.

L’intervento è scattato nella tarda serata del 14 settembre, dopo una chiamata al 112 effettuata da una delle figlie minori. La ragazza aveva segnalato una violenta lite in corso all’interno dell’abitazione familiare. Quando sono arrivati, i militari hanno raccolto una registrazione realizzata da uno dei presenti, che documentava quanto accaduto pochi minuti prima.

L’aggressione ripresa in casa

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la discussione sarebbe nata per futili motivi legati all’utilizzo di una bicicletta. L’uomo, che si sarebbe trovato in stato di ebbrezza, avrebbe afferrato il figlio minore al collo con entrambe le mani, stringendo con forza e provocandogli segni ed escoriazioni. Durante l’aggressione avrebbe inoltre rivolto al ragazzo minacce di morte, mentre il resto della famiglia assisteva alla scena.

Il video acquisito dai Carabinieri è stato valutato insieme alle dichiarazioni raccolte nel corso degli accertamenti. La documentazione avrebbe consentito di ricostruire un quadro familiare segnato da episodi ripetuti di violenza e minacce.

Una situazione protratta per anni

Le verifiche avrebbero fatto emergere comportamenti violenti che si sarebbero protratti per almeno tre anni, con episodi pressoché settimanali ai danni dei figli e della moglie. In alcune occasioni, secondo quanto riferito agli investigatori, le condotte sarebbero avvenute anche alla presenza delle figlie minori, elemento alla base dell’ipotesi di violenza assistita.

L’uomo è stato arrestato in flagranza differita e trasferito agli arresti domiciliari. La posizione del 52enne resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli approfondimenti sul periodo nel quale si sarebbero verificati i maltrattamenti contestati.