Emergenza abitativa

Piano Casa, a Reggio Emilia interventi su 294 alloggi

L’intesa con la Bei vale 300 milioni e coinvolge 19 amministrazioni reggiane

Piano Casa, a Reggio Emilia interventi su 294 alloggi

Il Piano Casa regionale punta al recupero di fino a 3.500 alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale. L’operazione è stata presentata il 3 ottobre 2026 a Bologna, durante un incontro tra la Regione e i vertici della Banca europea per gli investimenti, con l’obiettivo di affrontare la pressione sulle graduatorie per l’accesso alle abitazioni pubbliche.

Le risorse e le linee di intervento

Il programma dispone complessivamente di 300 milioni di euro: 100 milioni stanziati dalla Regione e 200 milioni messi a disposizione attraverso un finanziamento della Bei. Secondo quanto illustrato durante l’incontro, si tratta della prima intesa di questo tipo sottoscritta dalla Banca europea per gli investimenti con un’autorità regionale italiana. Le risorse saranno indirizzate verso 40 Comuni che, in assenza del coordinamento regionale, non avrebbero avuto accesso diretto ai finanziamenti dell’istituto.

Il piano si articola in tre linee di intervento. La prima riguarda il recupero rapido di 1.094 alloggi Erp attualmente sfitti e inutilizzati, con lavori da completare entro il 2027. Nella prima fase della manifestazione di interesse, Comuni e Aziende Casa hanno presentato complessivamente 1.474 candidature, 294 delle quali nel Reggiano. Il progetto nasce in un contesto segnato da quasi 30 mila famiglie in attesa nelle graduatorie regionali per l’edilizia residenziale pubblica.

Il programma nel Reggiano

Nel territorio reggiano sono coinvolti 19 Comuni, per un investimento complessivo di poco meno di 13 milioni di euro. La parte più consistente degli interventi riguarda il capoluogo: sono previsti lavori su 200 appartamenti, di cui 186 di proprietà del Comune di Reggio Emilia e 14 appartenenti ad Acer.

Una volta ristrutturati, gli alloggi saranno temporaneamente inseriti nel patrimonio di edilizia residenziale sociale e assegnati a persone con un Isee compreso tra 8.000 e 35.000 euro. Il canone medio previsto è di circa 350 euro al mese. Le entrate dovranno contribuire al rimborso del mutuo, programmato su un arco di 30 anni, mentre il 15% dei ricavi sarà destinato a un fondo di garanzia per coprire eventuali morosità.