Nismozza, frazione di Ventasso, ha ospitato nei giorni scorsi un incontro dedicato alla riscoperta dei segni del paesaggio e al rapporto tra le comunità e i luoghi dell’Appennino Reggiano. L’iniziativa si è svolta nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Locale per il Paesaggio dell’Appennino Reggiano, istituito dall’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano.
All’appuntamento hanno partecipato numerose persone, tra cui rappresentanti delle associazioni locali. Il confronto ha permesso di condividere esperienze, memorie e riflessioni sulle attività realizzate dall’Osservatorio e sugli elementi del paesaggio che, nel tempo, hanno accompagnato la vita delle comunità.
Il cammino fino all’Arpar
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati diversi manufatti e luoghi presenti nell’area: fontane, ciglioni, maestà, terrazzamenti, fornelle per la cottura del gesso e l’Arpar, un riparo riportato alla luce proprio attraverso il progetto. Queste testimonianze sono state presentate come beni comuni e come tracce concrete del rapporto costruito nel tempo tra le persone e l’ambiente circostante.
Dopo una breve presentazione delle attività svolte, il gruppo ha percorso il sentiero CAI 663, attraversando un vecchio castagneto fino a raggiungere l’Arpar. Il recupero del manufatto ha consentito di renderlo nuovamente visibile e di richiamare alla memoria della comunità storie e ricordi legati a quel luogo.
Attorno alla struttura si sono sviluppati momenti di conversazione in piccoli gruppi. I racconti raccolti hanno messo in relazione gli interventi realizzati, i luoghi recuperati e le persone che ancora oggi ne conservano la memoria. Il racconto delle esperienze locali è diventato così uno degli elementi centrali della giornata.
Nuove tracce da valorizzare
Al rientro a Nismozza, l’iniziativa è proseguita con un momento conviviale organizzato dalla comunità locale. Il buffet ha offerto un’ulteriore occasione di confronto tra i partecipanti, mentre il pieghevole dedicato agli interventi del progetto ha accompagnato la discussione.
Durante il confronto sono emersi suggerimenti e indicazioni su altri elementi da riscoprire e valorizzare. Il progetto Luoghi ritrovati si propone infatti di riportare l’attenzione su segni spesso discreti o dimenticati, affidando alla partecipazione delle comunità la ricostruzione delle vicende e dei significati legati a ciascun luogo.
L’incontro di Nismozza ha quindi unito l’osservazione diretta dei manufatti alla raccolta delle testimonianze locali. Fontane, sentieri, ripari e strutture legate alle attività del passato compongono un patrimonio diffuso che contribuisce a raccontare la storia dell’Appennino Reggiano e il rapporto tra le persone e l’ambiente in cui vivono.