Scelte urbane

Negozi sfitti in garage, il confronto tra Reggio Emilia e altre città

Pescara; Piacenza adottano limiti d’uso, altrove prosegue dibattito

Negozi sfitti in garage, il confronto tra Reggio Emilia e altre città

La possibilità di trasformare i locali commerciali sfitti dei centri storici in garage privati è al centro del confronto tra diverse amministrazioni comunali italiane. A Reggio Emilia il Comune sta valutando di favorire il cambio di destinazione d’uso, mentre in altre città sono state adottate posizioni più restrittive per evitare un ulteriore impoverimento delle attività e della vita urbana.

L’ipotesi reggiana è stata avanzata dal sindaco Massimo Massari, che ha prospettato la possibilità di consentire ai proprietari di trasformare alcuni negozi inutilizzati in box auto. La proposta nasce dal problema della crescente presenza di spazi commerciali vuoti nel centro storico, ma ha aperto un confronto sulle conseguenze che una simile scelta potrebbe avere sulla rete dei negozi e sulla frequentazione delle vie cittadine.

Le scelte di Pescara e Piacenza

Una linea opposta è stata indicata a Pescara. Il sindaco Carlo Masci ha annunciato lo stop alla trasformazione dei negozi sfitti in box auto nel centro cittadino. La decisione, definita difficile dall’amministrazione, è stata motivata con la necessità di contrastare la desertificazione sociale e commerciale del cuore urbano.

Anche Piacenza ha scelto un approccio prudente. In un’intervista rilasciata lo scorso luglio al quotidiano locale Libertà, l’assessore Fornasari ha spiegato che il Comune intende limitare i cambi di destinazione d’uso dei locali commerciali attraverso gli strumenti urbanistici già vigenti e il nuovo Piano Urbanistico Generale. L’obiettivo indicato è tutelare i negozi e preservare la vitalità del centro storico.

Un tema discusso in diverse città

Il problema è stato segnalato anche a Cesena, dove lo scorso febbraio Confcommercio ha denunciato la tendenza a trasformare in garage i negozi rimasti vuoti. L’associazione ha chiesto un incontro con l’amministrazione comunale per valutare possibili misure di contenimento, con una posizione simile a quella espressa oggi a Reggio Emilia, ma orientata a introdurre maggiori limiti.

Una proposta analoga a quella avanzata da Massari era emersa lo scorso inverno a Taranto per iniziativa del gruppo consiliare di Forza Italia. A Brescia, invece, il confronto sulla destinazione degli spazi commerciali inutilizzati prosegue da anni. Le diverse posizioni mostrano come il tema non riguardi soltanto la disponibilità di posti auto, ma anche l’equilibrio tra esigenze della mobilità, tutela delle attività economiche e mantenimento della funzione sociale dei centri storici.