A Reggio Emilia i reati informatici denunciati ai danni delle imprese sono aumentati del 53% in cinque anni. Nel 2024 gli episodi registrati sono stati 2.260, rispetto ai 1.477 del 2019. Il dato emerge da un’analisi dell’ufficio studi di Lapam Confartigianato.
La crescita rilevata nella provincia emiliana si inserisce in un quadro regionale e nazionale di aumento degli illeciti digitali. Tra il 2019 e il 2024, in Emilia-Romagna i reati informatici sono cresciuti del 47,4%, a fronte di un incremento del 10,6% per il totale degli illeciti denunciati a danno delle imprese.
Il confronto con il dato nazionale
L’incremento regionale risulta superiore a quello registrato in Italia, pari al 37,1%. L’Emilia-Romagna si colloca così al quinto posto tra le regioni con la crescita più marcata, dopo Toscana, Veneto, Marche e Trentino-Alto Adige.
Nel conteggio rientrano diverse tipologie di reato: truffe e frodi informatiche, phishing e furto di credenziali, ma anche sottrazione di dati utilizzabili per ricatti o per la rivendita nel dark web. Tra gli episodi considerati figurano inoltre le interruzioni di servizi e siti web.
Investimenti per la prevenzione
Secondo l’analisi, Reggio Emilia è la prima provincia dell’Emilia-Romagna per quota di microimprese che investono in sicurezza informatica: il dato raggiunge il 36,6%. Lapam segnala inoltre che i reati informatici rappresentano oggi circa un terzo dei delitti contro le imprese.
La maggiore consapevolezza dei rischi, rileva l’associazione, sta favorendo nuovi investimenti in prevenzione e formazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle imprese di proteggere credenziali, dati, servizi e infrastrutture digitali dalle diverse forme di attacco.