Welfare cittadino

Dodici realtà nel progetto dell’Albergo Sociale a Reggio Emilia

Enti, cooperative e associazioni costruiranno servizi diurni e notturni destinati alle persone in grave marginalità; stanziato un milione di euro iniziale.

Dodici realtà nel progetto dell’Albergo Sociale a Reggio Emilia

È entrato nella fase operativa il progetto dell’Albergo Sociale promosso dal Comune di Reggio Emilia per rafforzare l’accoglienza delle persone in condizioni di grave marginalità. Dopo la valutazione delle adesioni all’avviso pubblico, sono state ammesse 12 realtà tra enti del terzo settore, cooperative e associazioni.

L’iniziativa punta a costruire un sistema di accoglienza diurna e notturna, integrato nella rete stabile di welfare che coinvolge amministrazione comunale, Ausl, privato sociale e volontariato. L’obiettivo è offrire risposte più articolate alla povertà e migliorare, allo stesso tempo, la vivibilità urbana.

Una rete di soggetti e servizi

Nel gruppo di lavoro entreranno Papa Giovanni XXIII, Consorzio Oscar Romero, Consorzio Quarantacinque, Open Group, Associazione Partecipazione, San Giovanni Bosco, Gruppo Laico Missionario, Caritas, Città Migrante, Associazione Rabbunì, La Goccia nel Deserto e La Nuova Luce. Le realtà coinvolte si incontreranno già nei prossimi giorni per definire il modello di intervento.

Al momento non è stato stabilito il numero dei posti letto. Secondo l’amministrazione, il percorso potrebbe portare alla disponibilità di diverse decine di unità aggiuntive, anche per l’accoglienza durante il giorno. Il progetto non prevede necessariamente l’individuazione di un’unica struttura, ma la realizzazione di un sistema di accoglienza diffusa capace di potenziare l’offerta esistente.

Risorse e coprogettazione

La costruzione del quadro finanziario sarà parte integrante della coprogettazione. A un primo stanziamento di un milione di euro sul Fondo Povertà, riferito al periodo compreso tra settembre 2026 e dicembre 2027, il Comune intende affiancare progressivamente ulteriori fondi pubblici, risorse di fondazioni e contributi privati. Tra gli strumenti indicati figurano anche il Social Bonus e il crowdfunding territoriale.

Per l’assessora alle Politiche sociali Annalisa Rabitti, la partecipazione registrata attraverso il bando rappresenta un segnale di attenzione al fenomeno. Il lavoro, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà favorire l’intercettazione precoce delle persone in difficoltà e ridurre le barriere di accesso ai servizi, attraverso interventi più vicini ai luoghi frequentati da chi vive in condizioni di marginalità.