Un teatro nel teatro per celebrare il centenario della fondazione dell’Herberia di Rubiera. Sul palcoscenico del teatro reggiano sono state allestite la struttura dell’antico teatrino di Umberto Tirelli e una mostra dedicata allo stesso Tirelli e a Otello Sarzi, due figure che, in epoche diverse, hanno affidato a burattini e maschere messaggi di pace, solidarietà e critica sociale.
Il teatro delle Teste di Legno
L’esposizione ricostruisce il mondo del Teatro delle teste di Legno, ideato da Umberto Tirelli, rubierese e maestro della caricatura nazionale del primo Novecento. In mostra sono raccolti burattini, caricature e piccoli oggetti mai esposti o pubblicati prima, insieme alle scenografie dell’originario teatrino. Il percorso mette in evidenza il valore comunicativo attribuito da Tirelli al teatro di figura, utilizzato anche come strumento di satira e osservazione della società.
Nel programma è inserita anche la messa in scena di uno spettacolo di burattini, interpretato da Vittorio Zanella e Rita Pasqualini, artisti del teatro di figura originari di Budrio. La rappresentazione contribuisce a riportare al centro dell’iniziativa la dimensione teatrale dell’allestimento, accanto alla parte espositiva dedicata ai materiali storici.
Satira e impegno civile
Il legame tra Tirelli e Sarzi è rappresentato soprattutto attraverso la capacità di entrambi di usare il teatro di figura per affrontare temi politici e civili. «Abbiamo raccolto dei piccoli oggetti, delle opere che non sono mai state viste o pubblicate», ha spiegato Desi Zanellati, funzionaria del Comune di Rubiera, citando le caricature di Tirelli e le maschere di Sarzi come testimonianze di messaggi di pace, solidarietà e critica al governo.
Umberto Tirelli fu presidente, nel 1926, della società che costruì il teatro Herberia. La sua attività satirica si sviluppò anche durante gli anni dell’affermazione del fascismo. Secondo Cristian Ruozzi, cultore di storia locale, il suo Teatro nazionale Teste di Legno rappresentò figure del regime, tra cui Federzoni e Mussolini, senza risparmiare la critica al potere.
Un atteggiamento che, circa due decenni più tardi, sarebbe stato condiviso da Otello Sarzi, partigiano ed esponente della Resistenza. La mostra accosta così due esperienze distanti nel tempo, ma accomunate dall’uso di burattini, caricature e maschere come strumenti di espressione e denuncia.
La mostra è visitabile al teatro Herberia di Rubiera nei fine settimana fino al 26 settembre, il sabato e la domenica dalle 16 alle 19.