Sicurezza ferroviaria

Aggredita in stazione a Reggio Emilia, l’allarme della Cisl

La dipendente ha riportato sei giorni di prognosi; il sindacato chiede misure contro nuove violenze

Aggredita in stazione a Reggio Emilia, l’allarme della Cisl

Una lavoratrice di Trenitalia è stata aggredita all’interno della stazione di Reggio Emilia ed è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso, dal quale è stata dimessa con una prognosi di sei giorni. A denunciare la situazione è Manola Cavallaro, segretaria regionale della Fit Cisl Emilia-Romagna, che contesta le condizioni in cui il personale ferroviario si trova a operare.

Secondo quanto riferito dalla rappresentante sindacale, mentre la dipendente si trovava ancora in ospedale, l’uomo indicato come suo aggressore sarebbe già tornato in piazzale Marconi, area nella quale viene descritto come una presenza abituale. La circostanza, aggiunge Cavallaro, sarebbe stata documentata anche attraverso fotografie inviate dai lavoratori.

Il sindacato: controlli e presìdi non bastano

“La paura non può diventare un rischio professionale”, sostiene la segretaria della Fit Cisl, sottolineando le conseguenze dell’aggressione sulla lavoratrice. Il timore, secondo il sindacato, è che la dipendente possa incontrare nuovamente la persona indicata come responsabile senza avere garanzie su chi possa intervenire a proteggerla.

Cavallaro riconosce la necessità di presìdi e controlli, ma ritiene che queste misure non siano sufficienti se non riescono a prevenire nuove violenze. Nel suo intervento richiama anche il lavoro della Polfer e delle altre forze dell’ordine, che rischierebbe di essere vanificato, a suo giudizio, da un sistema incapace di impedire il ripetersi di situazioni già segnalate.

Il precedente del capotreno ucciso a Bologna

La segretaria regionale collega l’episodio di Reggio Emilia alla vicenda di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso il 5 gennaio nell’area ferroviaria di Bologna. L’uomo accusato dell’omicidio, ricorda Cavallaro, era già noto alle forze dell’ordine, era stato trovato in possesso di coltelli ed era destinatario di un provvedimento di allontanamento.

Per la Fit Cisl non si deve attendere una nuova tragedia prima di affrontare il problema. Il sindacato sostiene che il rischio riguardi diverse stazioni della regione e coinvolga il personale delle biglietterie, quello viaggiante e gli addetti alla sicurezza, spesso esposti ad aggressioni nello svolgimento delle proprie mansioni. La richiesta è quindi di rafforzare la capacità di prevenire le violenze e di garantire maggiore tutela ai lavoratori.