Regole produttive

Confindustria: la riforma favorisce le imprese artigiane

Il presidente reggiano contesta l’innalzamento a 49 dipendenti e chiede condizioni identiche per aziende concorrenti.

Confindustria: la riforma favorisce le imprese artigiane

La riforma del Governo che punta a ridefinire i confini delle imprese artigiane alimenta una polemica di rilievo nazionale e suscita la reazione degli industriali reggiani. A intervenire è Alessandro Malavolti, presidente di Confindustria Reggio Emilia, che contesta il possibile effetto delle nuove regole sulle aziende chiamate a competere negli stessi mercati.

Il provvedimento nasce dall’esigenza di adeguare la disciplina al cambiamento del sistema economico e interviene, tra gli altri aspetti, sui criteri necessari per definire un’impresa come artigiana. La modifica più rilevante evidenziata nel confronto riguarda l’innalzamento della soglia occupazionale fino a 49 dipendenti.

Il nodo della concorrenza

È proprio su questo punto che si concentra la posizione di Confindustria, espressa anche a livello nazionale. Secondo gli industriali, l’ampliamento dei limiti potrebbe portare a una situazione nella quale aziende simili per dimensioni e attività, presenti sugli stessi mercati, siano sottoposte a condizioni economiche differenti. Il rischio indicato è che il diverso inquadramento determini un vantaggio competitivo per una delle imprese, pur a fronte di attività analoghe.

“Servono regole uguali per imprese che competono sullo stesso mercato”, sostiene Malavolti. Il presidente di Confindustria Reggio Emilia porta l’esempio di due aziende che producono lo stesso componente e partecipano alla medesima gara: a suo giudizio, non sarebbe ragionevole che una potesse partire con un vantaggio legato esclusivamente al diverso riconoscimento giuridico.

La posizione degli industriali

Malavolti riconosce il ruolo dell’artigianato come componente essenziale del sistema produttivo italiano, ma distingue tra le realtà di minori dimensioni e le imprese ormai strutturate. Il problema, spiega, si presenta quando aziende che operano sugli stessi mercati, utilizzano tecnologie simili e si rivolgono ai medesimi clienti possono sostenere costi e rispettare regole profondamente diversi.

La richiesta degli industriali reggiani è quindi di evitare che la disciplina renda conveniente mantenere artificialmente ridotte le dimensioni aziendali. “Da anni chiediamo alle imprese di investire, innovare, aumentare la produttività e rafforzarsi”, afferma il presidente. Per Confindustria, le norme dovrebbero sostenere chi avvia un’attività, ma anche accompagnare le aziende nel percorso di crescita, senza creare disparità tra soggetti impegnati nella stessa competizione economica.