Agricoltura innovativa

A Matteo Borghi il premio regionale Oscar Green 2026

A Cervia riconoscimento per un progetto basato su latte d’asina e fertilizzante organico.

A Matteo Borghi il premio regionale Oscar Green 2026

Matteo Borghi, titolare dell’Azienda Agricola Montebaducco di Reggio Emilia, ha ricevuto un riconoscimento nella finale regionale di Oscar Green 2026, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa. La cerimonia si è svolta a Cervia e ha coinvolto diverse realtà emiliano-romagnole impegnate nello sviluppo di progetti innovativi per il settore agricolo.

L’iniziativa è dedicata alle aziende condotte da giovani agricoltori che introducono soluzioni capaci di creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione, valorizzando allo stesso tempo le specificità dei territori. Tra i progetti selezionati figura quello dell’azienda reggiana, basato sulla trasformazione dei prodotti dell’allevamento secondo un modello di economia circolare.

Il progetto dell’azienda reggiana

All’interno dell’Azienda Agricola Montebaducco, il latte d’asina biologico, alimento altamente deperibile, viene sottoposto a liofilizzazione. Il procedimento consente di conservarlo mantenendone inalterate le proprietà, prolungandone così la possibilità di utilizzo rispetto al prodotto fresco.

Il progetto comprende anche il recupero dello stallatico. Il letame maturo biologico prodotto dagli asini viene infatti trasformato in pellet fertilizzante destinato alla terra. In questo modo l’azienda punta a chiudere il ciclo produttivo, utilizzando sia il latte sia il materiale organico dell’allevamento all’interno di un sistema integrato.

Le parole di Matteo Borghi

Nel corso della premiazione, Borghi ha spiegato che l’attività nasce dall’amore per gli asini, elemento che caratterizza l’azienda fin dalle origini. Il riconoscimento, ha sottolineato, rappresenta un motivo di orgoglio perché valorizza un percorso orientato alla chiusura del ciclo produttivo.

Accanto al latte d’asina, descritto dall’azienda come un prodotto di elevato valore nutrizionale, il progetto propone quindi un impiego del letame come risorsa per la fertilizzazione organica. La soluzione presentata a Cervia unisce così conservazione del prodotto, recupero dei materiali e attenzione alla valorizzazione delle attività agricole locali.