Cordoglio sportivo

È morto Giuseppe Vaccari, storico presidente del Csi reggiano

Aveva 88 anni; la cerimonia funebre si terrà lunedì mattina a Levizzano di Baiso.

È morto Giuseppe Vaccari, storico presidente del Csi reggiano

Si è spento a 88 anni Giuseppe Vaccari, figura di riferimento dello sport nella provincia di Reggio Emilia. Nato a Baiso nel 1938 e profondamente legato alla sua montagna, Vaccari ha dedicato gran parte della sua vita al Centro Sportivo Italiano, prima come atleta e poi come dirigente.

Il suo impegno ai vertici del Csi reggiano è iniziato nel 1976. Da presidente provinciale ha guidato l’associazione per oltre quattro decenni, fino al 2018, quando ha lasciato l’incarico alla soglia degli 80 anni. Da allora aveva assunto il ruolo di presidente onorario.

La crescita del Csi reggiano

Sotto la sua guida, il Centro Sportivo Italiano di Reggio Emilia è passato da circa 5mila a oltre 50mila tesserati, ampliando la propria presenza in numerose discipline sportive. Un percorso che ha contribuito a consolidare il ruolo dell’organizzazione nel territorio e a coinvolgere un numero sempre maggiore di atleti e società.

Tra le attività a cui Vaccari era più legato c’era il Torneo della Montagna, manifestazione che considerava non soltanto un appuntamento calcistico, ma anche uno strumento di coesione per le comunità dell’Appennino. Nel corso degli anni aveva lavorato per trasformarlo in un’esperienza capace di dare vitalità ai paesi della montagna e di diventare un modello all’interno del Csi nazionale.

Il legame con l’Appennino

Nel 2018, in occasione della conclusione del suo mandato, Vaccari aveva ricordato il valore sociale della competizione, sottolineando come il calcio praticato in montagna potesse contribuire alla crescita dello sport e delle comunità locali. Le sue parole riflettevano il rapporto con il territorio e la convinzione che l’attività sportiva potesse svolgere una funzione aggregativa.

Giuseppe Vaccari lascia la moglie Emilia e i figli Anna e Alberto. I funerali sono in programma lunedì alle 10 a Levizzano di Baiso, il paese dell’Appennino reggiano al quale era particolarmente legato.